Antonio Ruggiero

 

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Rapporto di Ricerca sulla Firma Digitale

a cura di Antonio Ruggiero e Rosanna De Rosa

 

Progetto "Telelavoro e sviluppo locale" - Comune di Napoli - 1998-1999

"Il documento elettronico e la firma digitale nella Pubblica Amministrazione"

Premessa

Questo rapporto ha l'obiettivo di delineare il quadro di riferimento dentro al quale si inserisce una delle innovazioni amministrative più importanti di quest'ultimo scorcio di secolo: la validazione del documento elettronico come documento legale a tutti gli effetti e la firma digitale come prima vera applicazione informatica della pubblica amministrazione.

 

E' ormai noto, infatti, che il processo di trasformazione della pubblica amministrazione italiana avviato negli anni '90 e proseguito fino ad oggi con la riforma Bassanini, stia tendendo verso due obiettivi principali: lo snellimento dell'attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo da una parte (legge 15 maggio 1997, n.127) e l'introduzione di procedure tecnologicamente avanzate a supporto del già avviato processo di decentramento delle funzioni di governo, dall'altra (legge 59/97); processo che sta via via trasformando gli enti locali in più forti autorità pubbliche. Tanto che va rilevata, in prima battuta, la messa in disuso nel linguaggio corrente dell'espressione "Enti locali", diventata obsoleta e sostituita, preferibilmente, da quella di "poteri" o "governi" locali, con la chiara intenzione di enfatizzare proprio quell'aspetto politico di decisione e di autonomia prima schiacciato dalla pratica amministrativa. La riforma della pubblica amministrazione va a completare ed a rinforzare, quindi, quella più propriamente politica che, con l'elezione diretta del sindaco, aveva riportato le città e le amministrazioni locali al centro della vita politica italiana. Di qui l'introduzione di molte innovazioni tecnologiche, l'avvio di una serie di progetti di reingegnerizzazione dei processi amministrativi e l'attenzione verso la qualità dei servizi offerti al cittadino.

 

In questo scenario, la riforma Bassanini viene ad affermare un principio di sussidarietà in base al quale tutto quello che può essere disciplinato dai comuni deve essere disciplinato da questi, e il DPR 513/1997 - che regolamenta quanto espresso dalla precedente legge 59/97 sul documento elettronico - aggiunge possibilità nuove, mai sperimentate prima, tecnologicamente avanzate e giuridicamente rivoluzionarie al nuovo corso dell'amministrazione. In sostanza si è trattato di riconoscere il crescente utilizzo delle reti da parte dei cittadini/consumatori e, soprattutto, da parte del tessuto produttivo italiano, di garantire, di conseguenza, transazioni sicure e non intercettabili via rete e di assicurare valore legale agli atti formati e trasmessi elettronicamente. Tra l'altro è evidente quanto, in questa fase, Amministrazione Pubblica ed impresa siano insospettabilmente vicine. Forse, anzi per la prima volta, le pubbliche amministrazioni hanno compreso l'importanza di sperimentare soluzioni avanzate - oggi disponibili nella società dell'informazione, prima dell'impresa stessa - la quale solo ora si avvia all'utilizzo della rete per approfittare delle nuove possibilità offerte dal commercio elettronico.

 

Sembrerebbe, insomma, che proprio il rapporto tra amministrazioni e cittadini - da sempre giudicato difficile - stia diventando la leva per smuovere anche quel settore del commercio elettronico che promette sviluppi davvero interessanti per la nostra economia. Il documento elettronico e la firma digitale sono, così, due applicazioni suscettibili di cambiare radicalmente le modalità di relazione tra la Pa ed i cittadini/utenti e tra l'impresa ed i cittadini/consumatori. Pa ed impresa possono condividere, finalmente, degli obiettivi comuni: semplificare e sburocratizzare le procedure, aumentare il numero di acquirenti di beni e di servizi, velocizzare le transazioni eliminando la storica figura del "camminatore" ed, infine, ridurre i costi. Quest'ultimo elemento è di particolare importanza soprattutto per la Pa, spesso giudicata inutilmente dispendiosa. L'Aipa, infatti, stima in 10-15 mila miliardi di lire l'anno il risparmio derivante dalla introduzione della firma digitale, una percentuale del 25% sulle sole spese delle attività di registrazione. Vale la pena di ricordare, ancora, che con l'introduzione della nuova normativa, l'Italia si pone all'avanguardia in Europa per l'impiego del documento elettronico.

 

Nelle pagine che seguono si spiegherà cosa si intende per documento elettronico in generale, a quale tecnologia fa riferimento ed in quale misura può essere ritenuto legalmente valido. Alcuni passaggi sono ripetuti più volte ora in maniera tecnica ora in maniera didattica al fine di chiarire e ribadire i passaggi necessari per emettere un documento valido a tutti gli effetti e sicuro sotto ogni punto di vista.

 

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